Come Raggiungerci

Il comune di Capaccio si trova a 33 km circa, da Salerno ed è raggiungibile percorrendo l'autostrada A3, uscita al casello di Battipaglia, la nazionale S.S. 18 (fino a Capaccio Scalo), la S.S. 166 degli Alburni (bivio di Petrale) e, infine, la S.P. 13.

La stazione FS più vicina è quella di Paestum, sulla linea Roma-Reggio Calabria. La sua particolare posizione geografica, le permette di dominare la piana dei templi di Paestum, offrendo un'ottima vista panoramica di tutto il golfo.

La nascita del borgo medioevale

Capaccio sorge su uno sperone del monte Calpazio (Calpatim), così denominato già in età repubblicana. La tradizione fa risalire l’etimoligia di Capaccio a Caput aquae cui facevano capo le condotte d’acqua per il rifornimento dell’antica città di Paestum. La storia di Capaccio è strettamente legata a quella della colonizzazione greca della costa del mar Tirreno. Nel IX secolo i Saraceni, che nel frattempo avevano conquistato la base di Acropoli, furono autori di numerosi incursioni nella pianura pestana. La popolazione abbandonò la città e si rifugiò sui monti vicini. Il fiume Salso, nel frattempo, trasformò in palude l’intera zona, causando la diffusione della malaria. A questi avvenimenti si fa risalire l’origine di Capaccio. L’abitato pian piano si trasformò in un Castellum, vale a dire in una città con mura, porte d’accesso, chiesa, orti e case, dove il vescovo pestano si era rifugiato con i suoi concittadini. Con il passare del tempo Capaccio assunse una notevole importanza politica, essendo centro del potere esercitato da una nobile famiglia, discendente dalla dinastia principesca di Salerno.

Nel 1246 Federico II di Svevia pose l’assedio all’insediamento capaccese che aveva ospitato nel proprio castello gli autori di una congiura destinata ad uccidere l’imperatore. Le fonti documentarie del XIII secolo attribuiscono la decadenza di Capaccio alle vicende dell’ultimo decennio del Duecento piuttosto che all’aggressione imperiale.