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DEL COMUNE DI CAPACCIO
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Comunicato Stampa per le Attività Produttive del Comune di Capaccio Paestum |
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Approvato il regolamento per
l’assegnazione delle aree nella zona industriale Si tratta di ben 54 lotti corrispondenti ad altrettanti insediamenti produttivi da installarsi nel Comune di Capaccio. Grande la soddisfazione nella maggioranza amministrativa che dopo un’estate di polemiche, si ritrova intorno a temi cruciali e decisivi per lo sviluppo della città. «Un colpo molto forte inferto alla disoccupazione di Capaccio e ritengo non solo di Capaccio. continua... |
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Abitanti: 19.004
Superficie: Kmq 111,56
Altitudine: m 419
Denominazione abitanti: Capaccesi
Festa patronale: San Vito
frazioni e località: Cafasso-Borgonuovo, Capaccio Scalo, Foce Sele, Gromola, Laura, Licinella-Torre di Paestum, Paestum, Ponte Barizzo, Rettifilo-Capo di Fiume, Vannullo.
Comuni limitrofi: Eboli, Albanella, Roccadaspide, Trentinara, Giungano, Cicerale, Agropoli.
Distanza da Salerno: Km 33
Autostrada Casello: A3 Uscita casello di Battipaglia.
Il Comune di Capaccio comprende la parte del suolo
nazionale che è di 111,56 Kmq. e confina con il Comune di Trentinara,
di Giungano, di Agropoli ed il fiume Solofrone a Sud, con i Comuni di Roccadaspide
e di Albanella ad Est, con il fiume Sele a Nord e con il Mar Tirreno ad
Ovest.
Il Comune di
Capaccio è costituito dalle seguenti Contrade storicamente riconosciute:
¨ Cafasso – Borgo Nuovo
¨ Chiorbo – Cortigiano
¨ Gromola – Foce Sele
¨ Paestum
¨ Laura
¨ Ponte Barizzo
¨ Rettifilo – Capo di Fiume
¨ Spinazzo – Varco Cilentano
¨ S. Venere
¨ Seude – Scigliati – Tempa S. Paolo – Crispi –
Capaccio Vecchio
¨ Torre – Licinella
Emblema del Comune di Capaccio è lo stemma
riconosciuto: tre torri che rappresentano i centri urbani della Contea da
sinistra verso destra, Albanella Capaccio Vecchio e Li Casali di S. Pietro.
Il comune di
Capaccio si trova a 33 km circa, da Salerno ed è raggiungibile percorrendo
l'autostrada A3, uscita al casello di Battipaglia, la nazionale S.S. 18 (fino a
Capaccio Scalo), la S.S. 166 degli Alburni (bivio di Petrale)
e, infine, la S.P. 13.
La stazione FS più
vicina è quella di Paestum, sulla linea Roma-Reggio
Calabria. La sua particolare posizione geografica, le permette di dominare la
piana dei templi di Paestum, offrendo un'ottima vista panoramica di tutto il
golfo.
La nascita del borgo medioevale
Capaccio sorge su uno sperone del monte Calpazio (Calpatim), così denominato già in età repubblicana. La tradizione fa risalire l’etimoligia di Capaccio a Caput aquae cui facevano capo le condotte d’acqua per il rifornimento dell’antica città di Paestum. La storia di Capaccio è strettamente legata a quella della colonizzazione greca della costa del mar Tirreno. Nel IX secolo i Saraceni, che nel frattempo avevano conquistato la base di Acropoli, furono autori di numerosi incursioni nella pianura pestana. La popolazione abbandonò la città e si rifugiò sui monti vicini. Il fiume Salso, nel frattempo, trasformò in palude l’intera zona, causando la diffusione della malaria. A questi avvenimenti si fa risalire l’origine di Capaccio. L’abitato pian piano si trasformò in un Castellum, vale a dire in una città con mura, porte d’accesso, chiesa, orti e case, dove il vescovo pestano si era rifugiato con i suoi concittadini. Con il passare del tempo Capaccio assunse una notevole importanza politica, essendo centro del potere esercitato da una nobile famiglia, discendente dalla dinastia principesca di Salerno.
Nel 1246 Federico II di Svevia pose l’assedio all’insediamento capaccese che aveva ospitato nel proprio castello gli autori di una congiura destinata ad uccidere l’imperatore. Le fonti documentarie del XIII secolo attribuiscono la decadenza di Capaccio alle vicende dell’ultimo decennio del Duecento piuttosto che all’aggressione imperiale.
Le riforme agrarie e il
brigantaggio
A partire dalla seconda metà del XVIII secolo e per tutto il XIX secolo, il comune di Capaccio emerge per le sue vicende storiche, offrendo uno spaccato significativamente rappresentativo della realtà agraria dell’Italia Meridionale di quell’epoca. Nel 1806, con il ritorno a Napoli dei francesi furono avviate molte riforme. Il provvedimento più importante fu l’abolizione della feudalità, con la legittimazione della proprietà privata borghese e la diffusione della piccola proprietà contadina, ottenuta grazie alla cosiddetta quotizzazione delle terre demaniali toccate ai comuni. Per quanto riguarda Capaccio, le quotizzazioni interessarono solo una parte del demanio pubblico che venne aumentata in seguito alla restaurazione borbonica. Dopo il 1848 si registrò a Capaccio una spinta generalizzata verso la ripresa delle spartizioni demaniali, contemporaneamente al tramonto del regno borbonico e all’esplosione dei moti contadini che si verificarono non solo a Capaccio, ma anche in tutta l’Italia Meridionale. L’aspetto più evidente di un malcontento generale fu lo sviluppo del brigantaggio: le radici di questa aspra lotta contro i baroni sono da ricercare nell’odio nei confronti di chi aveva estromesso dalle terre un ingente numero di contadini, ai quali poi si unirono, in seguito, delinquenti comuni ed emissari borbonici che finirono per dare un significato politico alla ribellione.
Capaccio
va distinta in due nuclei d’insediamento contigui, l’uno medioevale e l’altro
moderno: quest’ultimo costituisce il fulcro amministrativo di un’area più
ristretta, denominata Capaccio Nuova, l’abitato
ebbe origine dal villaggio di San Pietro costituito da tre borghi. Fra
gli edifici della Capaccio Nuova dedicati alla cura spirituale è la Chiesa
del Rosario, costituita nel XVII secolo. Al XVI secolo risale il Convento
dei Frati Minori Osservanti, al quale è annessa la Chiesa di
Sant’Antonio, risalente allo stesso periodo. Nel 1960 è stata ultimata la
costruzione del Santuario del Getsemani posto
nei pressi del monte Calpazio.
Dell’antica cinta muraria al cui interno avevano trovato rifugio i pestani nel IX secolo, resta ben poco. Dati precisi sull’evoluzione di Capaccio Vecchia sono forniti dai ruderi delle cisterne e dei pozzi. Dell’abitato urbano medioevale resta oggi l’intero andamento planimetrico, che fu soggetto a più piani di sviluppo. Tracce di splendide abitazioni ritrovate presso la cima del monte Calpazio insieme ad alcuni frammenti di ceramica testimoniano la presenza di nuclei abitati nell’antico borgo almeno fino al XVIII secolo. Il borgo si estendeva sul versante settentrionale della collina con il castello (di cui oggi rimangono solo i ruderi) posto a difesa della città. Indizio certo sulla posizione originaria di Capaccio Vecchia è la Cattedrale della Madonna del Granato.
* tratto da: Campania paese per paese edizione 2004.
Il
Comune di Capaccio si articola su un territorio vario e privilegiato. Il fiume
Sele con la sua golena, e il fiume Solofrone;
i fiumi e le sorgenti del Salso, Capo di Fiume, Della Lupata – Ponte di Ferro, Soprano e Sottano
con la fauna, ed il bosco mediterraneo, le colline, le tempe.
L’ecosistema dunale e della fascia pinetata, la spiaggia ed il mare; il sistema della macchia mediterranea della zona pianeggiante, il suolo ed il sottosuolo; le emergenze storico – artistiche: necropoli di Gaudo e le altre presenti sul territorio, le rovine del Santuario di Hera Argiva, la città archeologica di Paestum, la Basilica Paleocristiana, il Santuario della Madonna del Granato, il centro storico di Capaccio Capoluogo, le case antiche e i padronali, le bufalare, vanno protetti con azione mirata e programmatica nell’ambito delle disposizioni normative del D.Lgs. 29/10/1999, n. 490 della Legge 6/12/1991, n. 394; nonché con regolamenti delle leggi nazionali, regionali e comunitarie.
Visita Il Comune di Capaccio
Sono da visitare l’intera area archeologica iniziando dal Santuario di Hera alla foce del Sele, eretto nel VI secolo a.C., uno dei più famosi della Magna Grecia che sorge su una larga piana alluvionale di sabbia, limo e terra a 1.500 metri dalla foce del fiume e a 9 chilometri da Paestum, dalla Basilica, il più grande e il più antico dei tre templi risalente al 550 a.C. costruito seguendo lo stile dorico arcaico, il Tempio di Cerere o di Atene, sorge nel punto più alto della città, all'estremo limite settentrionale della parte sud di Paestum diviso dalla Basilica e dal Tempio di Nettuno, la Cinta Muraria di Paestum si sviluppa, per tutta la sua lunghezza che si approssima intorno ai cinque chilometri (4750 metri), con uno spessore medio di cinque metri ed uno massimo di sette, assumendo la forma geometrica di un pentagono o trapezio rettangolo con la punta del lato minore rivolta verso la costa, l'Anfiteatro, costruzione tipicamente romana, che nasce come edificio destinato ad accogliere i combattimenti tra i gladiatori, il Foro, circondato da portici di ordine dorico, uno dei più antichi Fori rettangolari dell'epoca romana, si raggiunge percorrendola Via Sacra (lunga 12 km , di epoca greca univa la città di Poseidonia al più antico tempio di Hera) che interessa l'area sacra della Dea Athena, la Tomba del Tuffatore, rappresenta una tomba del tutto eccezionale visto che le decorazioni sono tutte concepite in funzione del defunto dovuto essenzialmente dall'avvicinarsi dei Lucani ai Greci nel governo della città verso il IV secolo a.C., i quali oltre a modificare le strutture politiche del territorio, portarono cambiamenti anche nei gusti estetici, il Foro che interessa l'area sacra della Dea Athena da non perdere Madonna Del Granato edificato intorno al XII secolo è ancora oggi meta di numerosi pellegrini provenienti non solo dal Cilento, ma anche da molti capoluoghi della Campania sia per devozione che per la sua superba posizione sul golfo di Salerno, dalla quale si può ammirare un panorama divino, la Chiesa di S. Pietro Apostolo, una volta chiamata Chiesa della Confraternita del Rosario, risale intorno al 1550, epoca in cui la storia locale non registra eventi di particolare rilievo.
*
PAESTUM
Paestum è collocata al centro dell’ampia Piana del Sele.
La zona già abitata in età preistorica, fa sì che alla fine del VII secolo a.C., sì presentasse agli occhi dei coloni greci, un facile approdo e un’importante via di comunicazione perché era già popolata, ricca di acque, con terreni fertili e con un’ottima posizione geografica.
Stradone, sostiene che l’area fu colonizzata dai Sibariti che la nominarono Poseidonia. Tra la fine del V secolo e l’inizio del IV secolo la città divenne lucana con il nome di Paistom ; Con l’avvicendarsi dei lucani ai greci, nel governo della città, si verificarono numerosi cambiamenti, anche il gusto estetico degli abitanti si modificò. Per quanto riguarda il culto dei morti, prese campo in modo decisivo la decorazione pittorica delle tombe. Queste tombe, inoltre, avevano un ricco corredo funebre composto da gioielli, armi e vasi dipinti con la tecnica a figure rosse; dal 273 a. C. passò al dominio romano, con il nome di Paestum, durante questo periodo la città fu arricchita di altri edifici pubblici come il Ginnasio, l’Anfiteatro, il Tempio della Pace, il Foro. Nei primi secoli del Medio Evo fu abbandonata per via della malaria e “riscoperta” nella seconda metà del Settecento infatti l’esistenza e l’importanza di Paestum erano note da sempre, ma, l’aumento dell’attenzione verso le antichità pestane va ricollegato con le clamorose scoperte di Pompei e di Ercolano. Già a partire dal 1761 la fama di Paestum era consolidata, basta ricordare le visite del Winckelmann e di Goethe verificatesi proprio in quegli anni.
I templi della grecia Poseidonia
Poseidonia si arricchisce, tra la prima metà del VI secolo e la seconda metà del V secolo, di monumenti . La città era avvolta da una cinta muraria che risale per buona parte alla prima metà del IV secolo a. C. La città presentava una forma pentagonale con quattro porte principali quali l’Aurea, la Sirena, la Giustizia e la Marina che corrispondono sui punti cardinali e sulle arterie principali.
La testimonianza più significativa dell’epoca greca consiste nei tre templi(massima espressione del genio greco) posti al centro della città. Il più antico è il Tempio di Hera, e risale al 550 a. C. Poiché la struttura non rispondeva ai canoni dell’architettura sacra, nel passato venne indicato con il nome di Basilica e fu scambiato per un edificio civile. La scoperta all’interno di resti di un altare, ha permesso l’attribuzione del tempio alla dea Hera.
IL secondo edificio, in ordine cronologico, è il Tempio di Cerere così chiamato a causa di un’errata attribuzione alla dea delle messi da parte dei suoi scopritori. Negli anni cinquanta del Novecento, infatti, fu rinvenuta una stipe votiva, attraverso la quale si è potuto stabilire che il tempio era dedicato alla dea Athena. Esso risale al 500 a. C. ed è il più piccolo dei tre templi.
L’espressione più alta dell’architettura religiosa greca in occidente, è il Tempio di Nettuno o Poseidon, detto così poiché si riteneva che fosse dedicato alla divinità tutelare della colonia, ma il ritrovamento di stipi votive, con una ricca serie di statuine arcaiche in terracotta, ha consentito di affermare che anche questo tempio fosse dedicato alla dea Hera. Costruito nel 450 a.C. è quello tra i tre che meglio si è conservato.
La Tomba del Tuffatore (rinvenuta nel ’68 e visibile presso il museo di Paestum) comprende cinque lastre affrescate. Quattro di esse che compongono la cassa sono dipinte e raffigurano un Convivio o Banchetto funerario. Il capolavoro è la quinta lastra, quella di copertura su cui è rappresentato, in una felice astrazione, il Tuffatore, disegnato con un tratto essenziale e puro. L’opera, attualmente, risulta l’unico esempio di pittura greca nella Magna Grecia e nell’Oriente greco.
Il Museo Archeologico Nazionale
Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum si trova nei pressi della città antica. Sorto nel 1952 e ampliato nel 1962 documenta,in diverse sezioni, le varie fasi storiche e culturali di Paestum e di tutto il territorio. Uno spazio museale è dedicato alla preistoria. Un’altra sezione del museo raccoglie invece i pezzi provenienti dagli scavi eseguiti presso l’Heraion di Foce Sele. Tra i reperti dell’area urbana ci sono le varie lastre lucane e i vasi e gli altri oggetti in essa ritrovati e la Tomba del Tuffatore che è stata restaurata . l’”intervento” è consistito essenzialmente nel consolidamento preventivo per l’infiltrazione di un’emulsione acquosa di una resina acrilica e nella rimozione dei depositi superficiali. L’attuale collocazione rispetta i valori di temperatura e umidità necessari per la perfetta conservazione delle lastre.
* tratto da: Campania paese per paese edizione 2004.
L’agricoltura ha sempre costituito l’occupazione
principale della popolazione capaccese. L’aumento
demografico dei primi anni del Novecento fu una delle prime cause della
protesta dei contadini che chiedevano più terra da coltivare. I loro interessi
si scontrarono con quelli dei proprietari terrieri, i quali privilegiavano,
invece, l’allevamento brado delle bufale sui terreni incolti. Nel 1920, i
contadini, presero d’assalto i latifondi e le autorità furono costrette ad
emettere dei decreti con i quali si concedeva, temporaneamente, i terreni
coltivabili per un’estensione complessiva ci circa cento ettari. Con l’avvento
del fascismo le rivendicazioni dei contadini non si fermarono e ci furono varie
proteste tra il 1940 e il 1950 . proprio in quest’anno, grazie alla Legge Sila
(divenuta poi legge Stralcio),Capaccio e il suo circondario rientrò nella
riforma agraria, infatti fu concessa più terra ai contadini e così il paesaggio
si trasformò perché tutti quei terreni incolti
e abbandonati vennero trasformati in terreni fertili e coltivati. Oggi
come allora, i maggiori prodotti agricoli di Capaccio sono l’olio, il vino,
tabacco e fichi. A Capaccio sono scarse le attività industriali, rappresentate
solo da aziende trasformatrici di prodotti agricoli. Molto diffuso è
l’allevamento dei bovini in particolare delle bufale dalle quali si trae latte
e mozzarella.
Prodotti
Tipici del Comune di Capaccio
Per
quanto riguarda la gastronomia da non perdere
¨ la Mozzarella di bufala, fra i primi
prodotti tipicamente italiani nell'acquisizione da parte della Commissione
Europea della registrazione DOP (Denominazione di Origine Protetta) a fine
maggio del 1996, prodotta sin dal lontano 500;
¨ il Carciofo Tondo Di Paestum
,
¨ l’immancabile olio extra vergine
d’oliva del Cilento,
¨ i fichi del Cilento oltre
che fresche, appena raccolte dall'albero, possono essere consumate secche
(mediante asciugatura naturale o ad aria calda nella stessa area geografica di
raccolta in un'armonica sinergia con il territorio naturale), guarnite,
aromatizzate con aggiunte di alloro, noci, mandorle e cioccolato.
Le feste e gli spettacoli
Le manifestazioni, gli spettacoli e le feste suddivise per località:
Il Parco del Cilento e del Vallo di Diano
Se ci si allontana
da Paestum si può fare un’escursione nel territorio del Parco Nazionale
del Cilento, secondo parco in Italia per dimensioni, che si estende
dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino
campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison,
nonché i contrafforti costieri del M. Bulgheria
e del M. Stella. Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla
notevole eterogeneità del territorio, si affiancano il carattere mitico e
misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie
dove Palinuro lasciò Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula.
Il Parco si estende
dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino
campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati
e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del M.
Bulgheria e del M. Stella, mostrando più di ogni
altro una forte peculiarità,derivante dall'estrema ampiezza ed eterogeneità del
territorio da esso coperto. Di conseguenza fortemente caratterizzate da
altrettanta eterogeneità anche le caratteristiche ecologiche del territorio,
con la presenza di ambienti praticamente inalterati che si alternano alle aree
fortemente modificate di centri urbani e di valli densamente popolate.
Il Parco del Cilento e del Vallo di Diano, risultato dell'opera combinata della Natura e dell'Uomo, rientra nella categoria dei paesaggi evolutivi (Beni Misti), essendo il risultato di eventi storici, sociali, economici, artistici e spirituali, e raggiungendo la sua "forma" attuale in associazione e risposta al suo ambiente naturale.
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Comune di Capaccio |
tel.
0828.812111 |
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fax |
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AZIENDA AUTONOMA
SOGGIORNO E TURISMO - UFF.INFORMAZIONI - PAESTUM |
TEL. 0828.811016 |
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LOCAL TOURIST OFFICE |
FAX. 0828.722322 |
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CARABINIERI
CAPACCIO SCALO |
TEL. 0828.725040 |
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CARABINIERI
CAPACCIO |
TEL. 0828.821031 |
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POLIZIA MUNICIPALE |
TEL. 0828.723599 |
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PRONTO INTERVENTO
CARABINIERI |
TEL. 112 |
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SOCCORSO PUBBLICO DI EMERGENZA |
TEL. 113 |
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SOCCORSO ACI |
TEL. 116 |
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VIGILI DEL FUOCO |
TEL. 115 |
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UFFICI
POSTALI: |
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PAESTUM |
TEL. 0828.811029 |
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CAPACCIO |
TEL. 0828.821034 |
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CAPACCIO SCALO |
TEL. 0828.725246 |
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GROMOLA |
TEL. 0828.861008 |
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PONTE BARIZZO |
TEL. 0828.871033 |
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STAZIONE
F.S. |
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PAESTUM |
TEL. 0828.722171 |
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CAPACCIO |
TEL. 0828.722171 |
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GUARDIA
MEDICA |
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CAPACCIO SCALO
(PIAZZA SANTINI) |
TEL. 0828.725224 |
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CAPACCIO |
TEL. 0828.821288 |
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CROCE ROSSA |
TEL. 0828.724999 |
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CROCE AZZURRA |
TEL.
0828.723500-725500 |
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OSPEDALE |
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BATTIPAGLIA -
PRONTO SOCCORSO |
TEL. 0828.674111 |
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EBOLI - PRONTO
SOCCORSO |
TEL. 0828.332001 |
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CLINICA MALZONI -
AGROPOLI - PRONTO SOCCORSO |
TEL. 0974.853117 |
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FARMACIE |
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FARMACIA COMUNALE |
TEL. 0828.721190 |
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FARMACIA BATTAGLIA
- CAPACCIO |
TEL. 0828.821783 |
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FARMACIA DE FEO -
CAPACCIO SCALO |
TEL. 0828.723003 |
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FARMACIA IASI -
CAPACCIO SCALO |
TEL. 0828.724641 |
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Denominazione |
Telefono |
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Guardia Medica notturna
e festiva |
0828.821288 |
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Denominazione |
Telefono |
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Consultorio Familiare |
0828.821288 |
|
Onda Rosa |
081.5750717 |
|
CIAI-Centro Italiano Adozioni Internazionali |
081.667803 |
|
Assistenza Oncologica domiciliare
gratuita |
081.202638 |
|
AIDO (Ass.
Italiana Donatori Organi) |
081.210498 |
|
Linea Verde AIDS (Ospedale
S. Paolo) |
167-019254 |
|
SANITEL (Ass. Infermieristica
Domiciliare 24 ore) |
167-012074 |
|
Tribunale del Diritto
del Malato |
081.5538921 |
|
Linea Verde Droga |
167-278330 |
|
Tribunale per i
Minorenni di Napoli - Adozioni |
081.7413933 |
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Denominazione |
Telefono |
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Comune di Capaccio |
0828.812111 |
|
0828.812239
fax |
|
|
Polizia Municipale Via
V. Emanuele |
0828.723599 |
|
Ferrovie dello Stato (Informazioni
ore 7-21) |
167-888088 |
|
Acquedotto Servizio
Guasti |
0828.821633 |
|
ENEL Servizio
Guasti |
0875.520310 |
|
TELECOM Servizio
Guasti |
182 |
|
Napoletana Gas Servizio
Guasti |
167-803020 |
|
Pretura Via
Elice Codiglione |
0828.725017 |
|
Ufficio di Collocamento
Via Rettifilo, 9 |
0828.723380 |
|
Azienda Autonoma di
Soggiorno e Turismo |
0828.811016 |
|
0828.722322
fax |
|
|
Museo Archeologico
Nazionale Zona archeologica |
0828.811023 |
|
Prefettura di Salerno Piazza
Amendola, 16 |
089.613111 |
|
Regione Campania Centro
Direzionale |
081.7531111 |
|
Provincia di Salerno Piazza
Cavour |
089.614111 |
|
U.P.L.M.O. di Salerno Corso
Garibaldi |
089.253777 |
|
Questura di Salerno Piazza
Amendola |
089.224000 |
|
Posto Telefonico Pubblico |
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|
Bar Nicodemo Piazza
dei Martiri, 113 |
0828.821048 |
|
Denominazione Servizio |
Telefono |
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Guardia Medica (notturna
e festiva) |
0828.821288 |
||
|
Elicottero (diurno) |
081.5844355 |
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|
Elicottero (notturno) |
081.7122962 |
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Soccorso Pubblico di
Emergenza |
113 |
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Carabinieri - Pronto
Intervento |
112 |
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|
Carabinieri Via G.
Carducci |
0828.821031 |
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Guardia di Finanza -
Pronto Intervento |
117 |
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Vigili del Fuoco -
Pronto Intervento |
115 |
||
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Soccorso Stradale - ACI |
116 |
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Emergenza Sanitaria |
118 |
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Telefono Azzurro Linea
Gratuita per i Bambini |
19696 |
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Denominazione |
Indirizzo |
Telefono |
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Scuola
Materna Maria SS.
Immacolata |
Via
Italia, 61 |
0828.725107 |
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Scuola
Materna |
Via Codiglione, 5 |
0828.723352 |
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|
Plesso
Scolastico Borgo Novo |
Loc.
Borgo Novo |
0828.723069 |
|
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Plesso
Scolastico Licinella |
Loc. Licinella |
0828.722066 |
|
|
Plesso
Scolastico Spinazzo |
Loc. Spinazzo |
0828.722150 |
|
|
Scuola Elementare |
Via Spinazzo |
0828.722083 |
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Scuola
Elementare Barizzo |
Via
Ponte Barizzo, 11 |
0828.871049 |
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Scuola
Elementare Gromola |
Via Gromola, 999 |
0828.861067 |
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Scuola
Elementare Tempa S. Paolo |
Via Tempa S. Paolo |
0828.730756 |
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Scuola
Elementare Vannullo |
Via
Rettifilo |
0828.723676 |
|
|
Scuola
Media Statale |
Via
Carducci |
0828.821041 |
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Scuola
Media St. (Sez. staccata) |
Loc. Vannullo |
0828.725438 |
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Denominazione |
Indirizzo |
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Parrocchia
S. Maria Goretti |
Via
Borgo, 36 [tel. 0828.861236] |
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Parrocchia
SS. Annunziata |
Piazza
della Basilica [tel. 0828.722430] |
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Santuario
Madonna del Granato |
Via
Capaccio Vecchia [tel. 0828.723611] |
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Denominazione |
Indirizzo |
Telefono |
|
Farmacia
B. Battaglia |
Via G.
Carducci, 44 |
0828.821783 |
|
Farmacia
Iasi |
Via
Elice Codiglione, 4 |
0828.724641 |
|
Farmacia De Feo |
Via |
|
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Farmacia Consorzio
Farmaceutico Intercomunale |
Via Laura |
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Farmacia Consorzio
Farmaceutico Intercomunale |
Via Licinella |
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Denominazione |
Indirizzo |
Telefono |
|
Ufficio
Locale P.T. |
Piazza
dei Martiri |
0828.821034 |
|
Ufficio
Locale P.T. |
Loc. Cromola |
0828.861008 |
|
Ufficio
Locale P.T. |
Via
Chiusa (Paestum) |
0828.811029 |
|
Denominazione |
Indirizzo |
Telefono |
|
Credito
Coop. Aquara |
Via
Capo di Fiume, 1 |
0828.723786 |
|
Credito
Coop. di Capaccio |
Via
Nazionale |
0828.724762 |
|
Banca
Generoso Andria |
Via
Elice Codiglione |
0828.724477 |
|
Banca
Mediterranea |
Via
Nazionale scalo |
0828.724141 |
|
Monte
dei Paschi di Siena |
Via
Italia, 61 |
0828.723401 |
|
Cassa
di Risparmio Salernitana |
Via E.
Codiglione, 26 |
0828.725353 |
|
Cassa
Rurale ed Artigiana |
Via
Nazionale (scalo) |
0828.724292 |
|
Cassa
Rurale ed Artigiana di Capaccio |
Via Licinella, 1 |
0828.811141 |
|
Denominazione |
Indirizzo |
|
Ass. Fondazione Paestum |
Via
Porta Marina, 86 [tel. 0828.721169] |
|
Ass. IBIS |
Via S.
Venere, 23 [tel. 0828.721164] |
|
Club
Musica Kironos |
Via
Nazionale scalo, 189 [tel. 0828.725509] |
|
Ass. Epidayros |
Via Filette [tel. 0828.724910] |
Statuto del Comune di Capaccio
Sito Web: Comune capaccio – www.comune.capaccio.sa.it
Assessorato al turismo www.paestumeventi.it
Sito Web: www.infopaestum.it
Sito Web:Provincia di Salerno
Sito Web: Regione Campania
Sito Web: Ente Provinciale per il Turismo
La Grande Enciclopedia della tua Regione: La Campania paese per paese, ed. Bonechi
Work Project - Il Portale delle Attività Produttive del turismo del Cilento e dei Prodotti Tipici